Piogge intense, vento e grandine: come proteggere il tetto

Piogge concentrate in poche ore, forti raffiche di vento, grandine e periodi prolungati di caldo possono mettere sotto pressione anche una copertura apparentemente in buono stato.

Non sempre è possibile evitare i danni provocati da eventi particolarmente intensi. Un tetto correttamente realizzato, controllato e mantenuto è però maggiormente preparato ad affrontarli.

La prevenzione parte dalla conoscenza dei punti più esposti: manto di copertura, fissaggi, grondaie, impermeabilizzazioni, raccordi e materiali isolanti devono funzionare come un unico sistema.

Piogge intense e grandi quantità d’acqua

Durante una precipitazione intensa, il tetto deve raccogliere e allontanare rapidamente una quantità elevata d’acqua.

Tegole, coppi e superfici impermeabilizzanti devono accompagnarla verso grondaie e pluviali, evitando infiltrazioni e ristagni. Una piccola discontinuità, che durante una pioggia normale potrebbe non essere evidente, può diventare critica quando l’acqua è abbondante e persistente.

Particolare attenzione deve essere riservata a:

  • tegole rotte o spostate;
  • giunzioni e sovrapposizioni;
  • compluvi e punti di raccolta;
  • raccordi con camini e pareti;
  • lucernari e attraversamenti;
  • membrane e guaine impermeabilizzanti.

La verifica delle impermeabilizzazioni permette di individuare eventuali punti deboli prima che l’acqua raggiunga gli strati interni.

Grondaie e pluviali sotto pressione

Il sistema di raccolta dell’acqua è essenziale per proteggere copertura, facciate e murature.

Foglie, terra e altri detriti possono ridurre la capacità di deflusso delle grondaie e ostruire gli imbocchi dei pluviali. Durante una pioggia intensa, anche un’ostruzione parziale può provocare traboccamenti e ristagni.

È importante controllare:

  • pulizia delle grondaie;
  • imbocchi dei pluviali;
  • pendenze e continuità del deflusso;
  • giunti e saldature;
  • fissaggi;
  • presenza di deformazioni o forature.

Se il sistema mostra frequentemente difficoltà nello smaltimento dell’acqua, occorre verificarne configurazione e condizioni, senza limitarsi alla sola pulizia.

Il vento può sollevare gli elementi della copertura

Le raffiche esercitano pressioni e sollecitazioni differenti sulle varie parti del tetto. Bordi, colmi, angoli e zone particolarmente esposte sono spesso i punti più vulnerabili.

Coppi e tegole non correttamente posizionati o fissati possono spostarsi, lasciando scoperti gli strati sottostanti. Anche scossaline, converse e altri elementi metallici possono deformarsi o perdere stabilità.

La verifica dovrebbe riguardare:

  • allineamento del manto;
  • stabilità di colmi e terminali;
  • fissaggio degli elementi più esposti;
  • lattonerie e raccordi;
  • antenne e componenti installati sul tetto;
  • eventuali materiali aggiunti nel tempo.

Dopo raffiche particolarmente forti è consigliabile osservare la copertura da terra e richiedere un controllo se si notano elementi spostati, frammenti o anomalie.

Grandine: danni visibili e danni nascosti

Gli effetti della grandine dipendono da dimensione, intensità, durata e materiali colpiti.

Tegole, coppi, lucernari, lattonerie, pannelli e membrane possono subire scheggiature, ammaccature o microlesioni. Alcuni danni sono immediatamente visibili, mentre altri diventano evidenti soltanto in occasione delle piogge successive.

Dopo una grandinata intensa è opportuno verificare:

  • rotture o scheggiature del manto;
  • frammenti nelle grondaie;
  • deformazioni delle lattonerie;
  • condizioni di lucernari e cupolini;
  • segni sulle membrane esposte;
  • eventuali infiltrazioni nel sottotetto.

È preferibile non salire direttamente sulla copertura: oltre al rischio di caduta, camminare su elementi già danneggiati può peggiorarne le condizioni.

Dopo un evento intenso, non aspettare la pioggia successiva.

Alcuni danni non sono immediatamente visibili, ma possono compromettere la tenuta della copertura.

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Caldo prolungato e sbalzi termici

Anche il calore può incidere sulla durata del tetto.

Le superfici esposte al sole raggiungono temperature elevate e subiscono dilatazioni e contrazioni. Con il tempo, questi movimenti possono interessare membrane, sigillature, elementi metallici e punti di raccordo.

Un buon isolamento del tetto aiuta inoltre a limitare il passaggio del calore verso gli ambienti sottostanti, migliorando il comfort durante l’estate.

Nelle soluzioni adatte, un sistema di copertura ventilata può contribuire alla gestione del calore e dell’umidità presenti sotto il manto.

Isolamento e ventilazione devono comunque essere progettati considerando la struttura esistente e le caratteristiche complessive dell’edificio.

Attenzione ad alberi e materiali vicini al tetto

Rami, foglie e altri elementi presenti in prossimità della copertura possono aumentare il rischio di danni durante il maltempo.

I rami mossi dal vento possono colpire tegole e grondaie, mentre le foglie tendono ad accumularsi nei punti di raccolta dell’acqua. È utile verificare periodicamente la vegetazione vicina all’edificio e mantenere liberi i percorsi di deflusso.

Anche antenne, pannelli, cavi ed elementi aggiunti sulla copertura devono essere correttamente installati e controllati, perché il vento può esercitare su di essi sollecitazioni importanti.

Preparare il tetto prima delle stagioni più critiche

La verifica più utile è quella effettuata prima che arrivi il maltempo.

Una manutenzione programmata consente di intervenire su piccole anomalie quando il tetto è ancora asciutto e le condizioni permettono di lavorare in sicurezza.

Il controllo può comprendere:

  • stato generale del manto;
  • pulizia di grondaie e pluviali;
  • verifica di colmi e bordi;
  • controllo di guaine e impermeabilizzazioni;
  • verifica di camini, lucernari e raccordi;
  • controllo degli elementi metallici;
  • osservazione del sottotetto;
  • verifica dei sistemi di accesso e sicurezza.

La periodicità deve essere stabilita in funzione dell’età della copertura, dei materiali e dell’esposizione dell’edificio.

Cosa controllare dopo un evento intenso

Al termine di una forte perturbazione è consigliabile osservare l’edificio senza accedere direttamente al tetto.

Occorre prestare attenzione a:

  • tegole visibilmente spostate;
  • frammenti caduti a terra;
  • grondaie deformate o staccate;
  • acqua che scorre lungo la facciata;
  • macchie o gocciolamenti negli ambienti interni;
  • umidità nel sottotetto;
  • rumori o movimenti anomali provenienti dalla copertura.

Se si riscontrano anomalie, è opportuno richiedere una verifica senza aspettare la precipitazione successiva.

Prevenire non significa rendere il tetto invulnerabile

Nessuna copertura può essere considerata completamente immune da eventi eccezionali. La manutenzione non elimina ogni rischio, ma può ridurre la vulnerabilità dell’edificio e limitare le conseguenze di piccoli difetti già presenti.

Una verifica professionale permette di distinguere tra interventi circoscritti, manutenzioni necessarie e situazioni che richiedono una riqualificazione più completa.

Ideal Tetti esegue controlli, manutenzioni e interventi su coperture civili e industriali, valutando le soluzioni più adatte alle caratteristiche dell’edificio.

Il tuo tetto è pronto ad affrontare la prossima stagione?
Contattaci per verificare lo stato della copertura e dei sistemi di raccolta dell’acqua.

Il tuo tetto è pronto ad affrontare il maltempo?
Controlliamo copertura, impermeabilizzazioni e sistemi di raccolta dell’acqua per individuare eventuali criticità prima che provochino danni.

345 2537101
Geom. Nicola Filomena

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